Le «imprecisioni» della cartella clinica non escludono il nesso fra colpa dei sanitari e danno

La Corte di Appello di Trieste, II sez. civile, con la sentenza n. 54/2013, è tornata ad occuparsi della questione già affrontata in primo grado dal Tribunale di Tolmezzo n. 177/2011. In conformità ad un orientamento giurisprudenziale consolidato viene ribadito al proposito il valore probatorio della cartella clinica secondo cui, in virtù del principio di vicinanza della prova, le omissioni imputabili al medico nella redazione del memoriale clinico rilevano sia come figura sintomatica di inesatto adempimento, sia come nesso eziologico presunto, posto che l’imperfetta compilazione della cartella clinica non può risolversi in un pregiudizio di chi vanta un diritto in relazione alla prestazione sanitaria.

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(Fonte: LiderLab)

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