cartella clinica

Ricovero ospedaliero e gestione dei dati relativi alla religione

Il Garante della Privacy, con il provvedimento 515 del 12 novembre 2014, si è di recente espresso in merito ad una prassi seguita da alcuni ospedali che al momento del ricovero somministravano ai pazienti un questionario, fra le cui domande veniva chiesto di specificare l’appartenenza religiosa. Si rinvia ad un articolo di approfondimento che in proposito è stato pubblicato su Diritto.it

(Fonte Diritto.it)

 

Cartella clinica aggiornata ad intermittenza? E’ falso in atto pubblico

Integra il reato di falso in atto pubblico l’annotazione «ora per allora» apposta sulla cartella clinica del paziente, essendo del tutto irrilevante la veridicità del contenuto della modifica. Precisato che la cartella clinica rappresenta un vero e proprio “diario” contenente tutti i fatti clinici correlati alla malattia del paziente, la falsità punibile si estende anche alle annotazioni effettuate in un momento successivo senza una valida ragione. E’ quanto emerge dalla sentenza 11 settembre 2013, n. 37314 della Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione. Leggi il resto dell’articolo.

(Fonte: Altalex)

Le «imprecisioni» della cartella clinica non escludono il nesso fra colpa dei sanitari e danno

La Corte di Appello di Trieste, II sez. civile, con la sentenza n. 54/2013, è tornata ad occuparsi della questione già affrontata in primo grado dal Tribunale di Tolmezzo n. 177/2011. In conformità ad un orientamento giurisprudenziale consolidato viene ribadito al proposito il valore probatorio della cartella clinica secondo cui, in virtù del principio di vicinanza della prova, le omissioni imputabili al medico nella redazione del memoriale clinico rilevano sia come figura sintomatica di inesatto adempimento, sia come nesso eziologico presunto, posto che l’imperfetta compilazione della cartella clinica non può risolversi in un pregiudizio di chi vanta un diritto in relazione alla prestazione sanitaria.

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(Fonte: LiderLab)