La legge tedesca sulle disposizioni di fine vita

1° settembre del 2009: data di indubbio valore per l’ordinamento giuridico tedesco e non solo; entra infatti in vigore la Patientenverfügugungsgesetz, la legge sulle “disposizioni del paziente”.

La nuova normativa conferma scelte che erano state già assunte dal c.d.“diritto vivente” tedesco. Infatti,  in sede giurisprudenziale si era affermato il carattere vincolante per il medico delle disposizioni di fine vita. Si menzionano al riguardo due pronunce per certi versi miliari:

  • 1994: l’Alta Corte di Giustizia autorizza l’interruzione del trattamento medico di sostegno vitale ad un soggetto incapace in seguito a richiesta dei familiari e grazie alla ricostruzione della volontà presunta del paziente;
  • 2003: la Corte Suprema Federale dichiara la legittimità e il carattere vincolante delle “disposizioni del paziente”

Dal punto di vista tecnico, la legge è intervenuta sull’impianto del codice civile tedesco (BGB – Bürgerliches Gesetzbuch), nella parte dedicata all’amministrazione di sostegno (Betreuung).

Il ruolo dell’amministratore di sostegno:

L’amministratore di sostegno viene equiparato al procuratore, ossia colui che ha ricevuto una procura contenente le indicazioni circa i trattamenti che il rappresentato desidera ricevere o non in determinate situazioni.

La ratio della legge è chiara: evitare che un soggetto nel momento in cui non sia più in grado di esprimere le proprie volontà, possa trovarsi a subire, suo malgrado, scelte che assolutamente non condivide.

Si stabilisce che non può essere definito alcun limite alla libera decisione della persona, la cui volontà è da considerare vincolante con riferimento ad ogni momento della vita e a qualsiasi stadio della malattia (§ 1901a 3 c.).

L’amministratore di sostegno deve fare in modo che le disposizioni del paziente vengano rispettate, tenendo conto della loro corrispondenza alle effettive condizioni di vita e possibilità di trattamento.

Le dichiarazioni del paziente assumono valore vincolante per il medico, al quale viene pertanto preclusa la possibilità di decidere autonomamente se fare ricorso o meno al trattamento.

Forma della dichiarazione:

E’ stata preferita la forma scritta, rispetto all’atto pubblico, evidentemente perché il legislatore ha inteso rendere agevole e fruibile ad una ampia platea il nuovo istituto.

La revoca può avvenire in ogni momento ed in qualsiasi forma (1901°, 1 c.).

Volontà presunta:

La legge su questo tema si colloca nell’alveo dell’orientamento della Corte suprema federale tedesca la quale, in una sentenza del 1995, aveva posto il principio secondo cui i trattamenti medici diretti unicamente a mantenere in vita il paziente non sono legittimi se il paziente, la cui guarigione è esclusa, sia ormai incapace di esprimere la propria volontà, ma è possibile presumere che l’interruzione del trattamento corrisponde ai suoi desideri.

Al §1901a c. 2 si stabilisce infatti: “Se non esiste alcuna disposizione del paziente o le decisioni della disposizione del paziente non sono adeguate rispetto alla attuale situazione di vita e di trattamento, l’amministratore di sostegno deve decidere tenendo conto della presunta volontà del beneficiario se autorizzare o vietare un provvedimento medico secondo il comma 1. La volontà presunta deve essere ricostruita sulla base di indirizzi concreti. In particolare deve tenersi conto di precedenti esternazioni orali o scritte, convincimenti etici o religiosi, altre personali rappresentazioni di valori del beneficiario”.

Un’importante ipotesi di necessaria autorizzazione del giudice è prevista nel caso in cui l’amministratore di sostegno neghi il consenso ad un trattamento medico che appare invece opportuno e sussiste il pericolo che in conseguenza di tale diniego il beneficiario muoia o subisca un grave danno alla salute (§ 1904, 2 c.). Tuttavia, come precisato al comma successivo, l’autorizzazione deve essere concessa se il consenso, il diniego del consenso o la revoca del consenso corrisponde alla volontà del beneficiario.

Il ruolo del beneficiario e della sua volontà rimangono pertanto “l’autorità”  principe a cui dover far riferimento e a cui è soggetto, oltre che il medico, l’amministratore di sostegno ed anche il giudice.

§ 1901a Bürgerliches Gesetzbuch – Disposizioni per il paziente

  1. Se un maggiorenne capace di volere ha stabilito in forma scritta per il caso della sua incapacità di volere che autorizza o vieta determinati esami del suo stato di salute, trattamenti o interventi medici, non ancora immediatamente da eseguire al momento della decisione (Disposizione del paziente), l’amministratore di sostegno verifica se tali decisioni sono adeguate rispetto alla attuale situazione di vita e di trattamento. In questo caso l’amministratore di sostegno deve fare in modo che la volontà del beneficiario trovi espressione e venga realizzata. Una disposizione del paziente può essere revocata in qualsiasi momento in forma libera.
  2. Se non esiste alcuna disposizione del paziente o le decisioni della disposizione del paziente non sono adeguate rispetto alla attuale situazione di vita e di trattamento, l’amministratore di sostegno deve decidere tenendo conto della presunta volontà del beneficiario se autorizzare o vietare un provvedimento medico secondo il comma 1. La volontà presunta deve essere ricostruita sulla base   di   indizi   concreti.   In   particolare   deve   tenersi   conto   di   precedenti esternazioni   orali   o   scritte,   convincimenti   etici   o   religiosi,   altre   personali rappresentazioni di valori del beneficiario.
  3. I commi 1 e 2 si applicano indipendentemente dal tipo e dallo stadio della malattia del beneficiario.
  4. Nessuno può essere obbligato a redigere una disposizione del paziente. La redazione o la produzione di una disposizione del paziente non può essere posta come condizione per la conclusione di un contratto.
  5. I commi da 1 a 3 si applicano corrispondentemente per i procuratori.

§ 1901b Bürgerliches Gesetzbuch – Colloquio per l’accertamento della volontà del paziente

  1. II medico curante verifica quale trattamento medico è indicato avuto riguardo alla situazione generale e alla prognosi del paziente. Egli e l’amministratore di sostegno esaminano tale trattamento tenendo conto della volontà del paziente come base per la decisione da prendere secondo il § 1901a.
  2. Nell’accertamento della volontà del paziente secondo il § 1901a comma 1 o dei desideri di trattamento oppure della volontà presunta secondo il § 1901a comma 2 ai parenti stretti e alle altre  persone di fiducia del beneficiario deve essere data possibilità di esprimersi, nella misura in cui ciò sia possibile senza rilevante ritardo.
  3. I commi 1 e 2 si applicano corrispondentemente per i procuratori.

§ 1904 Bürgerliches Gesetzbuch – Autorizzazione del tribunale dell’amministrazione di sostegno in caso di provvedimenti medici

  1. II consenso dell’amministratore di sostegno per un esame dello stato di salute, un trattamento di cura o un intervento medico necessita dell’autorizzazione del tribunale dell’amministrazione di sostegno, se sussiste il fondato pericolo che il beneficiario a causa del provvedimento muoia o subisca un grave danno alla salute di lunga durata. Senza l’autorizzazione il provvedimento può essere eseguito soltanto se il rinvio risulti pericoloso.
  2. II diniego del consenso o la revoca del consenso da parte dell’amministratore di sostegno relativo ad un esame dello stato di salute, un trattamento di cura o un      intervento      medico      necessita      dell’autorizzazione      del      tribunale dell’amministrazione di sostegno se il provvedimento è opportuno dal punto di vista  medico  e  sussiste  il  fondato  pericolo  che  il  beneficiario  a causa  del provvedimento muoia o subisca un grave danno alla salute di lunga durata.
  3. L’autorizzazione secondo i commi 1 e 2 deve essere concessa se il consenso, il diniego del consenso o la revoca del consenso corrisponde alla volontà del beneficiario.
  4. Un’autorizzazione   secondo   i   commi   1   e   2   non   è   necessaria   se   tra l’amministratore di sostegno e il medico curante sussiste accordo sul fatto che la prestazione, il diniego o la revoca del consenso corrisponde alla volontà del beneficiario accertata secondo il § 1901a.
  5. I commi da 1 a 4 si applicano anche per un procuratore. Egli può prestare, negare o revocare il consenso per i provvedimenti di cui al comma 1 frase 1 o comma 2 soltanto se la procura si estende espressamente a tali provvedimenti ed è stata conferita in forma scritta.
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