Testamento biologico e DAT: quando hanno valore?

Si riporta una notizia che è stata pubblicata sul sito dei Radicali Italiani e che dà conto di alcuni sviluppi relativi all’iter di approvazione del DDL Calabrò. Il 29/9 sono iniziate le audizioni, la prima delle quali è stata quella del Prof. Giuseppe Gristina, Commissione di bioetica Società italiana anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti). I rilevanti appunti nel merito consultabili già da luglio sul loro sito Internet sono stati meglio spiegati in audizione. L’art.3, comma 5 del ddl recita testualmente come “la dichiarazione anticipata assume rilievo nel momento in cui il soggetto si trovi nell’incapacità permanente di comprendere le informazioni circa il trattamento sanitario e le sue conseguenze per accertata assenza di attivita’ cerebrale integrativa corti-sottocorticale e, pertanto, non possa assumere decisioni che lo riguardano.” La traduzione di questa dizione è che le Dat assumono rilievo quando il paziente è MORTO, ossia quando non c’è più alcuna attività del sistema nervoso. E se nelle Dat comparisse perfino una richiesta di un qualsivoglia trattamento sanitario, si chiede forse ai medici di intervenire sul cadavere?

(Fonte www.radicali.it)

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