La natura controversa della responsabilità medica dopo la Legge Balduzzi: contrattuale od aquiliana?

«Con l’art. 3, comma primo, del d.l. n. 158/2012 conv. in L. 189/2012, c.d. Legge Balduzzi (“L’esercente la professione sanitaria che nello svolgimento della propria attività si attiene alle linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve. In tali casi resta comunque fermo l’obbligo di cui all’art. 2043 c.c. Il giudice, anche nella determinazione del risarcimento del danno, tiene debitamente conto della condotta di cui al primo periodo”), il Legislatore si è soltanto preoccupato di escludere l’irrilevanza della colpa lieve in ambito di responsabilità extracontrattuale, ma non ha inteso certamente prendere alcuna posizione sulla qualificazione della responsabilità medica necessariamente come responsabilità aquiliana.

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Consenso informato: la violazione del principio di autodeterminazione non è un danno-evento

Il trib. di Bari con la sentenza del 18 luglio 2013 torna sull’annosa questione del consenso informato e stabilisce che la sola violazione del diritto fondamentale all’autodeterminazione del paziente per mancata informazione dei rischi correlati alla prestazione sanitaria e dei risultati ottenibili, non costituisce di per sé un danno risarcibile, ma è necessario dar prova delle conseguenze pregiudizievoli che ne sono derivate.

In altre parole non è l’ingiustizia insita nel fatto menomativo del diritto ad una “scelta consapevole” il fondamento giuridico del rimedio risarcitorio (danno-evento), in quanto il pregiudizio non è mai in re ipsa ma un danno-conseguenza che il leso deve provare.

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Diritto o dovere alla salute. Riflessioni sull’articolo 32 della Costituzione

Pubblichiamo un articolo di Conchita Nicolao sul diritto alla salute e sulle implicazioni, rilette in chiave attuale, sul diritto alla salute, sul diritto a ricevere prestazioni sanitarie e sulla libertà di autodeterminazione.

(Fonte: www.lucabenci.it)

“CASSAZIONE PENALE: ANCORA SULLA SENTENZA FRANZESE” – Cass. pen. 9695/2014

Dal sito Persona e Danno segnaliamo questo articolo di Sabrina Caporale, a commento della sentenza della IV Sezione Penale della Cassazione, n. 9695 del 27 febbraio 2014.

Di seguito citiamo l’articolo:

La Corte di Cassazione ha di recente riaperto il dibattito in tema di prova nel processo penale e di causalità omissiva con particolare riguardo alla colpa medica e ai reati ad essa connessi.

Ebbene, se fino a ieri nessun dubbio poteva dirsi esistente in materia, vista l’ormai nota e ampiamente condivisa sentenza Franzese, occorre oggi, nuovamente interrogarsi sul punto.

È quanto accaduto con la recente sentenza pronunciata dalla IV Sezione Penale della Cassazione, n. 9695 del 27 febbraio 2014. Sentenza che certamente rileva non poche perplessità circa l’applicazione dei principi ivi contenuti e che pertanto merita particolare attenzione. Continue reading

Sulla responsabilità penale del medico: la riforma Balduzzi ed i criteri interpretativi

Da Diritto.net riportiamo questo articolo dell’Avv. Daria Perrone. Il tema della responsabilità penale del sanitario è stato di recente oggetto di una riforma introdotta nel 2012 con la cd. legge “Balduzzi” (art. 3, 1° co., l.189/2012). A seguito della riforma, si prevede che «l’esercente la professione sanitaria che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve». Leggi l’articolo.

(Fonte: Diritto.net)

Euthanasia: right to die or mercy killing?

Dalla rivista on line Filo Diritto, riportiamo l’articolo di Lodovia Raparelli dedicato al tema dell’eutanasia e diviso in tre parti: aspetti clinici, i problemi etici, morali e religiosi dell’eutanasia, gli aspetti legali dell’eutanasia e infine un’analisi di ciò che accade in altri Paesi (Olanda e USA), con la trattazione di alcuni casi significativi. Continue reading

Errore medico: la statistica non fa il nesso causale

Da Il Sole 24 Ore – Sanità, riportiamo un articolo  di Manuela Perrone a commento della sentenza della quarta sezione penale della Cassazione (sentenza n. 9695/2014, depositata il 27 febbraio).

Il criterio di «elevata probabilità logica», sul quale si fonda il ragionamento sulla sussistenza del nesso causale tra l’errore del medico e il danno al paziente, non si può e non si deve esprimere in termini percentuali. Non indica una frequenza statistica, ma «un rapporto di conferma tra un’ipotesi e gli elementi che ne fondano l’attendibilità».

A ricordare la rotta che i giudici di merito devono seguire per verificare l’esistenza del nesso è la quarta sezione penale della Cassazione (sentenza n. 9695/2014, depositata il 27 febbraio), che ha annullato una pronuncia della Corte d’appello di Catania e rinviato gli atti al competente giudice civile (si trattava di ricorso della sola parte civile).

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Eutanasia passiva – Bundesgerichtschof (BGH) – sentenza 25 giugno 2010

Da Il Foro Italiano 2013, pg. 298-300, riprendiamo la nota di commento di Rocco Alagna sulla sentenza della Corte suprema federale tedesca (Bundesgerichtschof) che si è pronunciata sul tema delicato ed attuale dell’eutanasia e dei limiti del consenso.

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Sui riflessi civilistici dell’art. 3 d.l. Balduzzi in tema di colpa medica

Si riporta dal sito Penale Contemporaneo un articolo di Carlo Masieri, a commento della sentenza Trib. Rovereto, 29.12.2013.

Sotto il testo del commento che può essere letto anche direttamente dal sito “Penale Contemporaneo.it

1. La sentenza del Tribunale di Rovereto, che può leggersi in allegato, è stata pronunciata in sede di contenzioso ordinario civile di primo grado e si segnala per essere una delle prime ad affrontare i riflessi civilistici della disciplina in tema di responsabilità medica contenuta nel c.d. decreto Balduzzi(Decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, modificato dalla legge di conversione 8 novembre 2012, n. 189)[1].

Com’è noto, la prima proposizione dell’art. 3, comma 1 del citato decreto riguarda la materia penale, e così recita: “L’esercente la professione sanitaria che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve”[2]. La seconda e la terza proposizione riguardano invece la responsabilità civile, e dispongono che “[…] In tali casi resta comunque fermo l’obbligo di cui all’articolo 2043 del codice civileIl giudice, anche nella determinazione del risarcimento del danno, tiene debitamente conto della condotta di cui al primo periodo”, ossia dell’osservanza da parte del medico delle “linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica”.

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L’interpretazione della legge Balduzzi per il Tribunale di Firenze: responsabilità contrattuale

Si segnala un’interessante articolo pubblicato sul sito del laboratorio Lider Lab a commento della sentenza del Tribunale di Firenze, 12/2/2014, che ritorna sul dibattuto tema dell’interpretazione del rinvio all’art. 2043 c.c. contenuto nel  c.d. “Decreto Balduzzi”.

Si rinvia alla nota di commento.

(Fonte Lider Lab)