Tribunale Cremona, sez. I civile, sentenza 19.09.2013: un caso di prima applicazione del Decreto Balduzzi

In caso di dolo o colpa grave, l’assenza di responsabilità penale del professionista sanitario non esclude la responsabilità civile e il risarcimento del danno. Dopo il decreto Balduzzi, la responsabilità civile gravante sull’esercente la professione sanitaria continua ad essere quella contrattuale da contatto sociale, già consolidatasi in giurisprudenza, e legata alle operazioni di routine, al mancato raggiungimento del risultato e, infine, alla verifica della sussistenza del dolo o della colpa grave. Tale è stata l’interpretazione del Tribunale di Cremona, Sezione I Civile, contenuta nella sentenza 19 settembre 2013.

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(Fonte: Altalex)

Le «imprecisioni» della cartella clinica non escludono il nesso fra colpa dei sanitari e danno

La Corte di Appello di Trieste, II sez. civile, con la sentenza n. 54/2013, è tornata ad occuparsi della questione già affrontata in primo grado dal Tribunale di Tolmezzo n. 177/2011. In conformità ad un orientamento giurisprudenziale consolidato viene ribadito al proposito il valore probatorio della cartella clinica secondo cui, in virtù del principio di vicinanza della prova, le omissioni imputabili al medico nella redazione del memoriale clinico rilevano sia come figura sintomatica di inesatto adempimento, sia come nesso eziologico presunto, posto che l’imperfetta compilazione della cartella clinica non può risolversi in un pregiudizio di chi vanta un diritto in relazione alla prestazione sanitaria.

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(Fonte: LiderLab)

Legge Balduzzi: alcuni articoli di approfondimento

Riportiamo il link a tre interessanti articoli, presi dal sito del Lider-Lab (Laboratorio Interdisciplinare Diritti e Regole – Scuola Sant’Anna di Pisa.) e riguardanti la Legge Balduzzi.

Il danno da colpa medica dopo la Legge Balduzzi

Dopo la c.d. legge Balduzzi la responsabilità sanitaria ha ancora natura contrattuale

Sollevata la prima questione di legittimità costituzionale della legge Balduzzi

(Fonte: LiderLab)

La Bioetica e le Confessioni religiose

Riportiamo, dal sito Persona e Danno, un lavoro è frutto di una ricerca condotta dagli studenti del V anno della ex Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Trieste nell’ambito del corso di Diritto comparato delle religioni e costituisce lo sviluppo di un progetto didattico iniziato nell’anno accademico 2011-2012, che si è concretizzato nella pubblicazione della monografia La figura della donna nelle religioni (Eut, Trieste, 2012). Clicca qui per leggere il volume.

(Fonte: Persona e Danno)

Medico-paziente: il consenso informato non può essere presunto

Sentenza N.20894 del 27 Novembre 2012 – In materia di consenso informato, la S.C. ha precisato i seguenti principi: 1) non può esservi unconsenso tacito per facta concludentia; 2) la qualità personale del soggetto da informare (nella specie,medico) non fa venire meno l’obbligo di informazione; 3) l’onere della prova con riguardo all’avvenuta illustrazione delle possibili conseguenze dannose della terapia spetta al medico, una volta dedotto dal paziente il relativo inadempimento. Leggi l’articolo di commento pubblicato su Diritto.it.

(Fonte: Diritto.it)


Per la responsabilità del medico non è sufficiente la probabilità statistica

Nell’accertamento della colpa medica per omissione il nesso causale non può essere desunto da dati statistici. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza 1716/2013, accogliendo il ricorso di un sanitario ed annullando la condanna inflittagli in appello.

Per la Suprema corte dalla perizia è venuta fuori l’impossibilità di determinare con certezza – “nel senso di alto o elevato grado di credibilità razionale o probabilità logica, prossima alla certezza” – la catena fisiopatologica che ha portato alla emorragia per la quale il medico era stato condannato per lesioni colpose e obbligato ad un risarcimento di 20mila euro.

Secondo la Cassazione infatti “nella ricostruzione del nesso eziologico, non può assolutamente prescindersi da tutti gli elementi concernenti la causa dell’evento: solo conoscendo in tutti i suoi aspetti fattuali e scientifici il momento iniziale e la successiva evoluzione della malattia, è poi possibile analizzare la condotta (omissiva) colposa addebitata al sanitario per effettuare il giudizio controfattuale e verificare se, ipotizzandosi come realizzata la condotta dovuta, l’evento lesivo sarebbe stato evitato al di la di ogni ragionevole dubbio”. E nel caso specifico il principio dell’emorragia si è verificato presso il domicilio del paziente.

La Cassazione citando un proprio precedente ricorda poi come vi sia una distinzione tra probabilità statistica e probabilità logica, per cui, per esempio, una percentuale statistica anche alta non può avere alcun valore eziologico effettivo quando risulti che l’evento è stato causato da una diversa condizione.

(Fonte: Diritto24 – Sole 24 Ore)