Per la responsabilità del medico non è sufficiente la probabilità statistica

Nell’accertamento della colpa medica per omissione il nesso causale non può essere desunto da dati statistici. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza 1716/2013, accogliendo il ricorso di un sanitario ed annullando la condanna inflittagli in appello.

Per la Suprema corte dalla perizia è venuta fuori l’impossibilità di determinare con certezza – “nel senso di alto o elevato grado di credibilità razionale o probabilità logica, prossima alla certezza” – la catena fisiopatologica che ha portato alla emorragia per la quale il medico era stato condannato per lesioni colpose e obbligato ad un risarcimento di 20mila euro.

Secondo la Cassazione infatti “nella ricostruzione del nesso eziologico, non può assolutamente prescindersi da tutti gli elementi concernenti la causa dell’evento: solo conoscendo in tutti i suoi aspetti fattuali e scientifici il momento iniziale e la successiva evoluzione della malattia, è poi possibile analizzare la condotta (omissiva) colposa addebitata al sanitario per effettuare il giudizio controfattuale e verificare se, ipotizzandosi come realizzata la condotta dovuta, l’evento lesivo sarebbe stato evitato al di la di ogni ragionevole dubbio”. E nel caso specifico il principio dell’emorragia si è verificato presso il domicilio del paziente.

La Cassazione citando un proprio precedente ricorda poi come vi sia una distinzione tra probabilità statistica e probabilità logica, per cui, per esempio, una percentuale statistica anche alta non può avere alcun valore eziologico effettivo quando risulti che l’evento è stato causato da una diversa condizione.

(Fonte: Diritto24 – Sole 24 Ore)

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