colpa medica

Sui riflessi civilistici dell’art. 3 d.l. Balduzzi in tema di colpa medica

Si riporta dal sito Penale Contemporaneo un articolo di Carlo Masieri, a commento della sentenza Trib. Rovereto, 29.12.2013.

Sotto il testo del commento che può essere letto anche direttamente dal sito “Penale Contemporaneo.it

1. La sentenza del Tribunale di Rovereto, che può leggersi in allegato, è stata pronunciata in sede di contenzioso ordinario civile di primo grado e si segnala per essere una delle prime ad affrontare i riflessi civilistici della disciplina in tema di responsabilità medica contenuta nel c.d. decreto Balduzzi(Decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, modificato dalla legge di conversione 8 novembre 2012, n. 189)[1].

Com’è noto, la prima proposizione dell’art. 3, comma 1 del citato decreto riguarda la materia penale, e così recita: “L’esercente la professione sanitaria che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve”[2]. La seconda e la terza proposizione riguardano invece la responsabilità civile, e dispongono che “[…] In tali casi resta comunque fermo l’obbligo di cui all’articolo 2043 del codice civileIl giudice, anche nella determinazione del risarcimento del danno, tiene debitamente conto della condotta di cui al primo periodo”, ossia dell’osservanza da parte del medico delle “linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica”.

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